L’Associazione Livornese Astrofili custodisce e promuove una preziosa memoria di eventi culturali e scientifici che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costruire una comunità più consapevole e partecipe. Attraverso conferenze, corsi, osservazioni pubbliche e iniziative divulgative, l’Associazione ha saputo trasformare la curiosità dei cittadini in esperienza viva, radicata nel territorio e aperta alla conoscenza. Ogni appuntamento rappresenta un’occasione coinvolgente per esplorare il cielo e comprendere le leggi che governano l’universo, con uno sguardo sempre attento alla dimensione locale e al patrimonio culturale della città di Livorno. È in questo dialogo tra scienza, stelle e territorio che la curiosità incontra la conoscenza, dando vita a percorsi formativi e divulgativi capaci di ispirare tutte le generazioni.

EVENTI DI A.L.A.

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Memoria degli eventi culturali e scientifici dell'Associazione Livornese Astrofili

Valeria Paoli "L'Aquila, il Lupo, il bosco e le stelle".

Nato da due grandi passioni, quella per la natura e quella per le stelle, il libro racconta storie antiche e nuove: unendo fiabe e miti dà voce ad animali e stelle. Guidati dall' Aquila e dal Lupo gli animali del Bosco si danno di volta in volta appuntamento nel grande prato, all' alpeggio, al rifugio... si pongono in cerchio e si abbandonano al piacere del racconto. C'è il Muflone sapiente, il Gufo miope ma non troppo, gli Orsi disincantati, la Volpe accomodante, il Tasso goloso, un coro che volge gli occhi al cielo e ascolta belle fanciulle, cani fedeli, un coraggioso cacciatore e un letale scorpione che raccontano al " mondo di sotto" le loro antiche vicende. Dieci piccole storie, dieci miti, dieci delicati disegni, un doppio viaggio nelle storie del cielo e nei luoghi natura.

Presentazione dei miti a cura di Laura Furetta.
Abstract:


Sabato 13 dicembre, ore 16:00 Auditorium Giorgio Kutufà
Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, via Roma 234,
ospiterà la presentazione del libro di Valeria Paoli e Laura Furetta

“L’Aquila, il Lupo, il bosco e le stelle".
"Gli animali della Garfagnana raccontano la volta celeste”.
Un pomeriggio dedicato a miti, fiabe e natura.
Laura Furetta che guiderà il pubblico nella scoperta delle antiche storie celesti.
Dieci racconti e dieci disegni intrecciano il mondo degli animali con quello delle stelle,
in un viaggio poetico e divulgativo che ha ottenuto il
patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e del Comune di Villa Collemandina.
Un appuntamento da non perdere per chi ama la natura, il cielo e le storie che li uniscono.

La nuova opera di Valeria Paoli – antropologa, mediatrice culturale, attrice e regista – giunta al suo terzo libro pubblicato da Erickson, si rivolge principalmente a bambini e ragazzi, ma offre al tempo stesso un prezioso spaccato antropologico e sociale che lo rende educativo anche per gli adulti. Uno dei messaggi più evidenti che emergono dalla lettura è la forza unificante della scienza, capace di avvicinare persino i più acerrimi nemici. La narrazione si sviluppa intorno alla passione e all’amore per la scienza, la natura in particolare per un area montana dell’Appennino  tosco-emiliano. Già dal titolo e dall’illustrazione di copertina – realizzata da Anna Macera, laureanda in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze – si intuisce con chiarezza l’ambientazione: gli indizi iconografici rimandano a un paesaggio dominato da alti faggi e da una catena montuosa che custodisce tre cime ben note ai tosco-emiliani, la Pania della Croce, la Pania Secca e il Pizzo d’Uccello. La trama si arricchisce ulteriormente grazie all’inserimento di racconti mitologici curati da Laura Furetta, insegnante di lettere nella scuola secondaria di secondo grado, referente toscana per progetti di Intercultura e Scuola, nonché presidente della Banca del Tempo di Livorno. La sua opera di mediazione culturale porta nel libro un tessuto narrativo che intreccia costellazioni e miti, offrendo ai lettori di ogni età un percorso di scoperta che unisce tradizione, immaginario e conoscenza scientifica. Il risultato è un testo che, pur mantenendo un linguaggio accessibile ai più giovani, riesce a coinvolgere anche gli adulti, invitandoli a riflettere sul valore universale della scienza e sul legame profondo tra natura, mito e cultura.
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I protagonisti della fiaba sono l’Aquila e il Lupo, entrambi predatori apicali nei rispettivi ambienti e simboli universali di potenza, forza e nobiltà. L’Aquila incarna l’astrofilo, colui che conosce meglio il cielo e le stelle grazie alle sue innate attitudini. Regina del cielo, vola più in alto di tutti e la sua vista penetrante le consente di scorgere lontano, oltre i confini del visibile. Ha una visione complessiva che abbraccia il mondo di sotto e quello di sopra, cogliendo i legami che uniscono le due dimensioni e comprendendo come esse si rapportino tra loro. È custode della conoscenza celeste, ponte tra l’umano e il divino, tra la terra e l’infinito. Il Lupo, con la sua postura imponente e fiera, rappresenta invece la forza ordinatrice. Nella fiaba è colui che ristabilisce l’equilibrio tra gli spettatori indisciplinati, imponendo rispetto e armonia con la sola presenza. Simbolo di fierezza e potere terreno, il Lupo incarna la legge della comunità, la voce della natura che richiama all’ordine e alla disciplina. Così, l’Aquila e il Lupo si completano: la prima domina il cielo e custodisce la visione, il secondo governa la terra e garantisce l’ordine. Insieme, sono il riflesso di un equilibrio cosmico, dove la conoscenza e la forza si intrecciano per guidare gli uomini verso la consapevolezza e l’armonia.

La persona anziana, lo sappiamo, è tradizionalmente considerato il depositario della sapienza: non tanto per un titolo formale, quanto perché è il più anziano del gruppo e, grazie alla vita vissuta, ha accumulato esperienza e conoscenza. Nella fiaba questo ruolo è affidato al Muflone, che insieme alla nonna impersona la figura dell’anziano. Il Muflone, simbolo di purezza, semplicità e innocenza, è un animale dotato di intelligenza acuta e di buona memoria. Nella narrazione non è protagonista, ma comprimario: interviene, forse, con poca discrezione, introducendo sempre informazioni preziose che ampliano la curiosità del lettore e arricchiscono il racconto. Eppure, non tutti gradiscono le sue interruzioni. Oltre alla nonna, sua compagna di vita, anche lo Scoiattolo e il Ghiro gli gridano spesso “SILENZIO!”. Forse lo fanno perché desiderano ascoltare senza distrazioni, oppure perché, in fondo, a qualcuno piace abbandonarsi al sonno invece che alla conoscenza? La riflessione che emerge è sottile: la voce dell’esperienza, pur essendo fonte di arricchimento, può risultare scomoda a chi preferisce restare nell’inerzia o nel torpore. Il sapere del Muflone non è mai superfluo, ma richiede attenzione e disponibilità ad accogliere ciò che "disturba" la quiete. In questo contrasto si rivela la tensione tra il desiderio di imparare e la tentazione di chiudere gli occhi, tra la curiosità che apre nuovi mondi e l’abitudine che li oscura. 

Gli attori della fiaba

Un'altra figura interessante  in questa fiaba  è il Gufo.
Nelle fiabe classiche il gufo è tradizionalmente rappresentato come simbolo di saggezza, un animale capace di offrire consigli e orientamento, incarnando la funzione di guida e di custode della conoscenza. La sua voce rassicurante e la sua apparente onniscienza hanno storicamente svolto un ruolo di mediazione tra il mondo umano e quello naturale. In questa narrazione, tuttavia, il gufo appare in una dimensione più complessa e realistica: anziano, con vista e udito compromessi dall’età, ma ancora animato da una forte curiosità e da un desiderio di apprendere. Egli non si limita a subire i propri limiti, bensì cerca strategie per superarli: chiede alla volpe di ripetere le parole dell’aquila e si dota di un binocolo per continuare a osservare. Questo comportamento rivela una resilienza cognitiva che va oltre la mera sopravvivenza: è la volontà di restare partecipe, di mantenere un legame attivo con il sapere e con la comunità. Dal punto di vista psicologico, il gufo diventa metafora della plasticità mentale e della capacità di adattamento che può accompagnare l’individuo lungo tutto l’arco della vita. La curiosità, infatti, non è un tratto confinato alla giovinezza, ma una disposizione che può persistere e persino rafforzarsi con l’età, se sostenuta da motivazione e apertura al nuovo. Sociologicamente, la figura del gufo ci invita a riflettere sul valore dell’apprendimento continuo come pratica sociale: la conoscenza non è mai un patrimonio statico, ma un processo dinamico che si alimenta di interazioni, strumenti e relazioni. L’anziano che cerca di capire e di vedere meglio, nonostante le difficoltà, diventa simbolo di una comunità che riconosce il diritto e la possibilità di apprendere in ogni fase della vita. In definitiva, il gufo non è soltanto un personaggio fiabesco: è un archetipo che ci ricorda come la curiosità e la voglia di imparare siano forze universali, capaci di superare i confini dell’età e di trasformare la fragilità in occasione di crescita.

Il racconto “dell’Aquila, il Lupo, il bosco e le stelle”, come tutte le fiabe ben costruite, si rivolge a un pubblico universale. I bambini, grazie alla loro innocenza, colgono immediatamente la bellezza della natura: il bosco, le montagne, il prato, il cielo stellato. Gli adulti, invece, sono chiamati a riconoscere il significato più profondo: il valore della comunità, della convivenza e della responsabilità condivisa. La fiaba mette in scena il calore dello stare insieme: famiglie, amici, persone sconosciute o percepite come “diverse”, che trovano un terreno comune nella pace e nell’amicizia. La “pace blu delle stelle” diventa così simbolo di un ordine sociale inclusivo, dove la diversità non è motivo di separazione ma di arricchimento reciproco. Tutti sono protetti da una “meravigliosa coperta di stelle”, immagine che richiama l’idea di un tetto comune sotto cui l’intera umanità e la natura si riparano. Non è casuale che l’autrice faccia pronunciare all’Aquila, all’inizio del racconto, le parole: “Amici! Siamo insieme finalmente! Stanotte avremo su di noi una meravigliosa coperta cosparsa di stelle scintillanti!”. Questo incipit non è soltanto poetico, ma rappresenta un vero e proprio monito rivolto agli adulti. La “coperta di stelle” diventa metafora del pianeta e dell’ambiente che ci ospita: un bene comune, fragile e condiviso. Dal punto di vista sociologico, la fiaba richiama l’urgenza di una coscienza collettiva. Vivere sotto lo stesso tetto implica un obbligo morale e sociale: prendersi cura della casa comune, la Terra. L’autrice, attraverso il linguaggio simbolico della fiaba, sollecita una responsabilità intergenerazionale, dove la cura dell’ambiente e delle relazioni umane diventa condizione necessaria per la sopravvivenza e la coesione sociale.

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L’Associazione Livornese Astrofili esprime un sentito ringraziamento a Valeria Paoli e Laura Furetta per la pubblicazione del volume “L’Aquila, il Lupo, il bosco e le stelle”. La lettura di quest’opera è stata un’occasione preziosa per lasciarsi coinvolgere dalla sua forza narrativa e dal valore culturale che porta con sé. Siamo onorati che la nostra comunità sia rappresentata da due socie così appassionate e competenti: il vostro impegno costituisce motivo di ispirazione e di orgoglio per tutti noi.

Domenica 7 settembre 20:00 Terrazza Mascagni

GRANDE EVENTO PUBBLICO PER L’ECLISSI TOTALE DI LUNA NELLA SUGGESTIVA TERRAZZA MASCAGNI!

 SCIENZA E MERAVIGLIA SOTTO LE STELLE
Terrazza Mascagni – Livorno
Domenica 7 settembre ore 20:00 fino 23:00
La città di Livorno si prepara ad accogliere un evento astronomico straordinario: l’eclissi totale di Luna, visibile in tutta la sua maestosità dalla suggestiva Terrazza Mascagni. Un’occasione unica per vivere la scienza in modo coinvolgente e accessibile, immersi nella bellezza del cielo notturno e del mare, un vento tecnico-scientifico aperto a tutti. Gli astrofili, divulgatori e appassionati dell'Associazione Astrofili Livornesi guideranno il pubblico attraverso le fasi dell’eclissi, spiegando i fenomeni celesti con strumenti ottici, modelli didattici e osservazioni dal vivo. Saranno presenti telescopi puntati sulla Luna, postazioni interattive e momenti di approfondimento per grandi e piccoli.
UN INVITO A TUTTA LA CITTADINANZA
Tutti i cittadini, le famiglie, le scuole e i curiosi sono calorosamente invitati a partecipare. L’evento è gratuito e pensato per rendere la scienza un’esperienza condivisa, emozionante e alla portata di tutti. Perché il cielo non è solo sopra di noi… è parte di noi.               

TI ASPETTIAMO PER VIVERE UNA SERATA INDIMENTICABILE

Notte magica a Livorno

È proprio qui, alla Terrazza Mascagni, che l'Associazione Astrofili Livornesi vi aspetta per condividere la magia dell'eclissi.

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L’eclissi lunare: un fenomeno celeste spiegato dalla meccanica orbitale

Cos’è un’eclissi lunare?
Un’eclissi lunare si verifica quando la Luna, durante la sua orbita attorno alla Terra, entra nel cono d’ombra che il nostro pianeta proietta nello spazio. Questo accade esclusivamente durante la fase di plenilunio, cioè quando la Luna si trova in opposizione rispetto al Sole, con la Terra nel mezzo. Tuttavia, non ogni plenilunio dà luogo a un’eclissi: l’orbita lunare è inclinata di circa 5° rispetto al piano dell’orbita terrestre (eclittica), quindi l’allineamento perfetto tra Sole, Terra e Luna è relativamente raro.

La geometria dell’eclissi
La Terra, illuminata dal Sole, proietta nello spazio due zone d’ombra:
La penombra, dove la luce solare è solo parzialmente oscurata. L’ombra, dove la luce solare è completamente bloccata. Quando la Luna attraversa la penombra, si ha un’eclissi penombrale, spesso poco percettibile. Se invece entra parzialmente o totalmente nel cono d’ombra, si ha un’eclissi parziale o totale. Durante un’eclissi totale, la Luna è completamente immersa nell’ombra terrestre per un intervallo che può durare fino a circa 100 minuti, a seconda della sua traiettoria rispetto al centro del cono d’ombra.

Perché la Luna diventa rossa?
Uno degli aspetti più suggestivi dell’eclissi totale è la colorazione rossastra della Luna, spesso chiamata “Luna di sangue”. Questo fenomeno è dovuto alla rifrazione della luce solare attraverso l’atmosfera terrestre. L’atmosfera agisce come una lente che devia i raggi solari, filtrando le componenti blu e lasciando passare quelle rosse, che vengono proiettate sulla superficie lunare. È lo stesso principio che rende rossi i tramonti terrestri. Inoltre, grazie alla sua prevedibilità, l’eclissi lunare è stata storicamente utilizzata per calcolare la distanza Terra-Luna e per verificare la curvatura della Terra, già nota agli astronomi dell’antichità.

ore 18:28 inizio della fase penombrale dell'eclissi. Purtroppo in questa fase non potrà essere osservata perchè il nostro satellite è sotto l'orizzonte

ore 20:12 totalità dell'eclissi.

ore 22:23 fine della fase penombrale dell'eclissi. La Luna si avvia alla sua normale luminosità che avverrà alle 22:56

Momenti incantati sotto le stelle alla Terrazza Mascagni con A.L.A.

Terra al centro: La Luna orbita attorno alla Terra seguendo un percorso ellittico, non perfettamente circolare.
Perigeo: il punto più vicino alla Terra, a circa 356.410 km.
Apogeo: il punto più lontano, a circa 406.740 km. Questo significa che la distanza tra Terra e Luna varia nel corso dell’orbita. Periodo orbitale: La Luna impiega circa 27,32 giorni per completare un giro attorno alla Terra.
Velocità media: Si muove a circa 1,023 km/s, una velocità sorprendente se pensi che lo fa in silenzio, sospesa nel vuoto. Inclinazione orbitale: L’orbita della Luna è inclinata rispetto al piano dell’eclittica (il piano su cui orbitano i pianeti attorno al Sole) di circa 4°56’ a 5°19’.
Questo è il motivo per cui non abbiamo eclissi ogni mese: la Luna spesso passa sopra o sotto il Sole rispetto alla Terra.
Nodi orbitali: Sono i punti in cui l’orbita della Luna incrocia il piano dell’eclittica. Le eclissi avvengono solo quando la Luna si trova vicino a questi nodi. Circonferenza media dell’orbita: Circa 2.413.402 km, un viaggio lunare davvero lungo!

L’immagine illustra chiaramente la differenza tra eclissi lunare e l'eclissi solare. A sinistra, durante l’eclissi lunare, la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sul satellite naturale. A destra, nell’eclissi solare, è la Luna a posizionarsi tra il Sole e la Terra, oscurando parzialmente o totalmente la luce solare per chi si trova nella zona d’ombra. Due fenomeni spettacolari, generati da un perfetto allineamento tra Sole, Terra e Luna.

Questa immagine mostra il fenomeno dell’eclissi lunare totale, quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, bloccando la luce solare diretta. La Luna entra nell’ombra terrestre, composta da due zone: la penombra, dove la luce è solo parzialmente oscurata, e l’ombra centrale, detta umbra, dove l’oscuramento è completo. Durante questa fase, la Luna assume una suggestiva colorazione rossastra, causata dalla rifrazione della luce solare attraverso l’atmosfera terrestre —lo stesso effetto che rende rossi i tramonti - . Un vero spettacolo celeste, dove scienza e bellezza si incontrano.

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LIVORNO IN DELIRIO! CENTINAIA ALLA TERRAZZA MASCAGNI CON A.L.A.
PER LA MAGIA DELLA LUNA ROSSA!

Una notte di scienza, emozione e meraviglia sotto il cielo livornese.
Livorno ha risposto con entusiasmo travolgente all’evento culturale-scientifico organizzato da ALA (Associazione Livornese di Astronomia) in occasione dell’eclissi totale di Luna. La Terrazza Mascagni, simbolo della città e cornice perfetta per osservare il cielo, si è trasformata in un vero e proprio osservatorio a cielo aperto, gremito da centinaia di persone. Tra i presenti, tantissimi giovani e giovanissimi: ragazze e ragazzi affascinati dalla bellezza dell’universo, incuriositi dalle spiegazioni degli esperti e rapiti dalla visione della Luna. Dopo che le prime tre fasi dell’eclissi sono state perse perché la Luna era ancora sotto l’orizzonte, il nostro satellite si è lentamente affacciato, regalando al pubblico le ultime tre fasi dell’evento celeste. Molti bambini, accompagnati dai genitori, hanno vissuto il loro primo incontro ravvicinato con l’astronomia, scrutando il cielo attraverso i telescopi messi a disposizione dall’associazione. L’evento non è stato solo spettacolo, ma anche divulgazione: i volontari di ALA hanno guidato il pubblico con passione e competenza, raccontando i segreti dell’eclissi, il moto dei corpi celesti e il fascino della Luna. Le domande non sono mancate, segno di un interesse vivo e autentico, soprattutto tra i più giovani. La partecipazione massiccia ha dimostrato quanto la città sia pronta ad accogliere e valorizzare iniziative che uniscono cultura, scienza e comunità. L’atmosfera era elettrica, ma anche intima: un momento collettivo di stupore, con gli occhi rivolti al cielo e il cuore colmo di meraviglia.
Quella notte, Livorno non ha solo guardato la Luna. L’ha celebrata.

Dopo che le prime tre fasi dell’eclissi sono state perse perché la Luna era ancora sotto l’orizzonte, il nostro satellite si è lentamente affacciato, regalando al pubblico le ultime tre fasi dell’evento celeste: la fase dell'ombra, in cui la Luna appare parzialmente oscurata dal cono d'ombra terrestre; la fase penombrale, in cui la luminosità torna gradualmente e la Luna assume un aspetto più tenue; e infine la fase finale, con la Luna completamente fuori dall'ombra, tornata al suo splendore naturale.

Particolarmente apprezzata è stata la conferenza culturale-scientifica tenuta da Enrico Giorgi, che ha saputo coinvolgere il pubblico con chiarezza e entusiasmo. Numerosi spettatori, attenti e curiosi, hanno seguito la presentazione davanti allo schermo, ponendo moltissime domande al relatore, segno di un interesse vivo e autentico, soprattutto tra i più giovani.

Sulla suggestiva terrazza Mascagni di Livorno, il tramonto ha fatto da cornice all’attesa dell’eclissi totale di Luna. Il cielo, dipinto di sfumature dorate e rosate, ha accolto decine di appassionati e curiosi, radunati lungo la balaustra per assistere al raro spettacolo celeste. Tra loro, il protagonista silenzioso: un grande telescopio puntato verso l’orizzonte, pronto a catturare ogni dettaglio del fenomeno. Attorno, volti rivolti al cielo, conversazioni tra esperti e neofiti, bambini affascinati e fotografi in cerca dello scatto perfetto. Sullo sfondo, una nave da crociera scivola lenta, quasi a voler partecipare all’evento. L’atmosfera era quella di una festa gentile, dove la scienza incontra la poesia e la comunità si ritrova sotto lo stesso cielo. Anche se la Luna è sorta già parzialmente oscurata, l’emozione dell’attesa ha reso la serata memorabile.
Un momento di bellezza condivisa, dove Livorno ha alzato lo sguardo e si è lasciata incantare.

Livorno in attesa della Luna: una serata tra cielo e mare

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Alcune immagini della serata

Sulla terrazza Mascagni, il tramonto ha dipinto il cielo di sfumature dorate mentre centinaia di persone si sono radunate per assistere all’eclissi totale di Luna. Un telescopio, solitario e maestoso, puntava l’orizzonte come un moderno “ermo colle”, evocando l’immaginazione leopardiana. Come in "L’infinito," la siepe che esclude lo sguardo diventa occasione per vedere oltre. E così, anche se la Luna è sorta già velata dall’ombra terrestre, l’attesa si è trasformata in contemplazione. Il mare calmo, le voci basse, gli occhi rivolti al cielo: tutto ha contribuito a creare un’atmosfera sospesa, dove il tempo sembrava rallentare. “E il naufragar m’è dolce in questo mare.” In quel momento, Livorno ha smesso di essere solo una città sul mare.
È diventata luogo di poesia, di scienza, di bellezza condivisa. Un frammento d’infinito, catturato in uno scatto.

Un sentito ringraziamento al socio A.L.A. Giampaolo Biagi per aver condiviso una suggestiva sequenza fotografica della fase conclusiva dell’eclissi totale di Luna. Le immagini, catturate, documentano gli ultimi momenti di un evento celeste che, purtroppo, non è stato interamente visibile dalla nostra latitudine. Infatti, a causa della latitudine di Livorno rispetto all’orario dell’eclissi, la Luna è sorta già parzialmente oscurata dall’ombra terrestre, impedendo l’osservazione completa del fenomeno. Nonostante ciò, il contributo di Biagi ha permesso di immortalare una porzione significativa dell’evento, offrendo agli appassionati uno scorcio affascinante di questa danza cosmica.

Sabato 2 agosto ore 21:30 Villa Henderson

Livorno Museo di Storia Naturale del Mediterraneo via Roma -234

Da quando l’uomo ha alzato gli occhi al cielo, ha cercato di decifrare i misteri dell’universo. L’ombra di un palo sul terreno divenne il primo orologio, e così nacque l’Astronomia, guidata dalla meraviglia e dalla voglia di capire. I pensatori antichi – dai Greci agli astronomi arabi – notarono che alcuni corpi celesti si muovevano tra le stelle: i pianeti. In un tempo in cui si credeva che il Sole e la Luna fossero pianeti e che la Terra fosse il centro di tutto, si iniziava già a osservare con stupore. Poi arrivarono Copernico con il suo sistema eliocentrico, Keplero con le orbite ellittiche, Bruno con l’idea di un universo infinito, e infine Galileo, che puntò il suo cannocchiale verso la Luna, aprendo le porte alla scienza moderna. Le osservazioni di Galileo non furono solo rivoluzionarie: furono un atto di coraggio, di immaginazione e di metodo. E proprio a Galileo è dedicata la serata di sabato 2 agosto, nel magico scenario dell’Orto Etno Botanico di Livorno. Alle 21:30, il relatore Enrico Giorgi guiderà una conferenza dal titolo "La Luna di Galileo – La scienza al chiaro di Luna". Un incontro suggestivo tra scienza, storia e meraviglia, per rivivere le osservazioni lunari del XVII secolo e riflettere sull’eredità del metodo sperimentale che ha cambiato per sempre il nostro modo di esplorare il cosmo. Sotto un cielo stellato, dove l’eco delle intuizioni galileiane incontra la tecnologia di oggi, ci sarà spazio per domande grandi come “cosa c’è là fuori?” e forse anche “chi?”. Un’occasione unica per lasciarsi ispirare dal passato… per continuare a guardare avanti.

Tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento prende forma una radicale trasformazione nella visione dell'universo: è l'avvio della progressiva demolizione della cosmologia aristotelico-tolemaica. Con Nicolò Copernico, si inaugura una nuova prospettiva eliocentrica che sfida il geocentrismo tradizionale e pone le basi per una profonda revisione del pensiero scientifico. Johannes Keplero, con le sue leggi sul moto dei pianeti, perfeziona il modello copernicano introducendo le orbite ellittiche, rompendo con l’antico ideale aristotelico di perfezione geometrica. Il pensiero di Giordano Bruno spalanca le porte a una concezione dell’universo potenzialmente infinito, popolato da infiniti mondi, scardinando l'idea di un cosmo chiuso, finito e ordinato. In questo contesto si inserisce Galileo Galilei, figura cruciale che introduce il metodo scientifico moderno basato sull’osservazione, la matematica e l'esperimento. L’uso del cannocchiale, da lui perfezionato, segna una svolta epocale: per la prima volta l’uomo può osservare direttamente il cielo e scoprire realtà inimmaginabili — come le lune di Giove, le fasi di Venere e le irregolarità della superficie lunare — che mettono in crisi l’immutabilità dei cieli aristotelici. Questo strumento diventa il simbolo della nuova scienza, fondata sull’esperienza e sulla verifica empirica, e apre la strada allo sviluppo di strumenti sempre più sofisticati che plasmeranno la ricerca scientifica nei secoli successivi.

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Nell’incantevole cornice dell’Orto Etno Botanico, sotto il cielo di una sera perfetta, gli sguardi erano rivolti al cosmo. Un pubblico attento e affascinato ha preso parte a una serata speciale: una conferenza divulgativa dedicata a Saturno e alla Luna, guidata dalla voce esperta e coinvolgente di Enrico Giorgi. Tra anelli, crateri e meraviglie celesti, le parole si sono intrecciate con la scienza, suscitando stupore, curiosità e nuovi interrogativi. Un incontro che non si è limitato a informare, ma ha acceso una scintilla—quella che spinge a guardare il cielo con occhi più consapevoli e con il cuore pronto a sognare.

L’immagine rappresenta un momento della serata dedicata a Saturno e alla Luna, organizzata da A.L.A. nell’Orto Etno Botanico settembre 2024 in collaborazione con il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

La Luna di Galileo

Livorno "La scienza al chiaro di Luna: Galileo e l'Eredità del Metodo Scientifico"

Villa Henderson è molto più di un museo: è un’esperienza che unisce cultura, natura e meraviglia. Se non l’hai ancora visitata, è il momento perfetto per farlo.

Un palcoscenico verde per l’arte e la scienza Durante l’estate, l’Orto Etno Botanico si trasforma in uno spazio scenico per eventi culturali, spettacoli teatrali, concerti e osservazioni astronomiche. Tra le chiome degli alberi e i profumi della terra, si svolgono serate magiche come La luna e il cielo estivo, con telescopi puntati verso l’infinito e racconti che intrecciano scienza e mitologia.

Scrive Italo Calvino: «Appena Galileo Galilei si mette a parlare della Luna innalza la sua prosa a un grado di precisione ed evidenza ed insieme di rarefazione lirica prodigiose». Non c’è dubbio, è nel Sidereus Nuncius, scritto a Padova ma stampato a Venezia il 12 marzo 1610, che Galileo si mette a parlare della Luna raggiungendo un grado di precisione ed evidenza e insieme di rarefazione lirica prodigiose. È un piccolo libro di sole 56 pagine, con alcune belle illustrazioni, in cui proprio le rivoluzionarie scoperte astronomiche ivi descritte costituiscono una “svolta in cui le epoche si dividono”. È un resoconto di fatti “non mai finora veduti” ed è destinato a cambiare per sempre il modo di concepire la realtà nella quale viviamo. Il Sidereus Nuncius, scritto da Galileo Galilei, viene stampato con una tiratura ridotta di 550 copie, tutte numerate, che risulteranno fin da subito vendute ed introvabili. E quello di Galileo per mezzo del “nuovo occhiale” costituisce il primo sguardo profondo lanciato dall’occhio umano con cui l’Universo, dopo miliardi di anni di incubazione evolutiva, ha imparato a osservare sé stesso. Proprio grazie al cannocchiale (inventato pochi anni prima nei Paesi Bassi) da lui magistralmente perfezionato, è la Luna il primo oggetto nel cielo verso cui il fisico punta il cannocchiale. E Galileo osserva che la Luna non è una sfera perfetta, ma ha una superficie simile alla Terra, con montagne e valli. Scopre inoltre che Giove possiede quattro lune, suoi satelliti (nominati dal grande fisico pisano, “Astri Medicei”, in onore della famiglia fiorentina de’ Medici) e che la Via Lattea è composta da ammassi di stelle, un numero enorme e incommensurabile di stelle. Il cannocchiale, pur non essendo un'invenzione di Galileo, fu da lui migliorato fino a raggiungere oltre 20 ingrandimenti (21x), permettendogli di superare le credenze aristoteliche dell'epoca, che distinguevano nettamente la fisica terrestre da quella celeste. ​Galileo propose un'unica fisica per il sistema copernicano, sfidando le concezioni dominanti e dimostrando che la Terra e i corpi celesti condividono caratteristiche simili. Confermando proprio ciò che aveva ipotizzato Giordano Bruno: ovvero che la Luna fosse della stessa specie della Terra. Fondamentale fu anche il contesto culturale del Rinascimento in cui Galileo condusse le sue ricerche: periodo in cui vennero rivalutate le arti meccaniche e la tecnica, influenzando Galileo nel trasformare il cannocchiale in uno strumento scientifico di precisione. Le sue osservazioni sulla Luna demolirono credenze consolidate, come l'idea della sua perfezione sferica, e dimostrarono che il bagliore della Luna è il riflesso della luce solare sulla Terra. Ma oltre ad utilizzare il cannocchiale, come sostiene lo stesso Galileo, per leggere il libro della natura occorre avere “occhi nella fronte e nel cervello” ovverosia non è sufficiente vedere ma soprattutto saper guardare ed interpretare. Sulla Luna valgono, dunque, le medesime leggi fisiche. La Luna è davvero della stessa specie della Terra. E con lei l’Universo intero. Non ci sono più due fisiche, l’una per il mondo corruttibile terrestre e l’altra per il mondo incorruttibile dei cieli. L’osservazione diretta di quei monti e di quelle valli, di quegli anfratti e di quelle ombre, lì sulla Luna, spazza via per sempre la plurimillenaria visione cosmica di Aristotele. Secondo Italo Calvino, Galileo è “il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni secolo”. La grandezza di Galileo con le sue osservazioni al cannocchiale, fanno del 1610 l'anno in cui inizia davvero la nuova scienza, la Scienza moderna. Infatti, forse più del 1543, anno di pubblicazione del De revolutionibus di Copernico, la fondamentale importanza dell'attività osservativa di Galileo riassunta nella sua opera del 1610 si riassume in poche parole: la verità si può vedere con un telescopio e non solo dedurre con logica astratta, anche se supportata da un concreto impianto matematico. Questo strumento diventa il simbolo della nuova scienza, fondata sull’esperienza e sulla verifica empirica, e apre la strada allo sviluppo di strumenti sempre più sofisticati che plasmeranno la ricerca scientifica nei secoli successivi.

Abstract: Enrico Giorgi:

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I quattro che sconvolsero il rinascimento scientifico...

Enrico Giorgi intrattiene il pubblico durante alcune sue conferenze divulgative ...

Evento del 16 maggio

Theodor Harold Maiman è stato un fisico e ingegnere elettronico statunitense, noto per aver inventato il primo laser funzionante nel 1960. Nato l'11 luglio 1927 a Los Angeles, Maiman ha studiato ingegneria fisica all'Università del Colorado e ha conseguito un dottorato in fisica alla Stanford University. La sua invenzione del laser a rubino, sviluppata presso i laboratori Hughes Research, ha rappresentato una pietra miliare nella scienza e nella tecnologia. Il laser di Maiman ha aperto la strada a innumerevoli applicazioni, dalla chirurgia di precisione alla comunicazione ottica, fino alla misurazione della distanza tra la Terra e la Luna. Nonostante il suo contributo rivoluzionario, Maiman non ha ricevuto il Premio Nobel, un fatto che ha suscitato dibattiti nella comunità scientifica. Maiman è stato anche un imprenditore, fondando la Korad Corporation per sviluppare e produrre laser. La sua autobiografia, The Laser Odyssey, offre uno sguardo affascinante sul processo creativo e sulle sfide affrontate durante lo sviluppo del laser. La sua eredità vive non solo nelle applicazioni pratiche del laser, ma anche nell'ispirazione che ha dato a generazioni di scienziati e ingegneri. Un vero pioniere della scienza moderna.

Venerdì 16 maggio alle ore 10:00 nella sala Auditorium Giorgio Kutufà al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo via Roma - 234, si svolgerà la conferenza "Luce messaggera di informazioni" relatore Enrico Giorgi.

Theodor Harold Maiman
Theodor Harold Maiman

Livorno celebra il 65° anniversario della scoperta del laser con una conferenza speciale

Livorno si prepara a ospitare un evento culturale di grande rilievo: una conferenza dedicata al sessantacinquesimo anniversario della scoperta del laser, una rivoluzionaria invenzione che ha cambiato il mondo della scienza e della tecnologia. L'incontro è organizzato dal Club UNESCO di Livorno, in collaborazione con l'Associazione Livornese Astrofili (A.L.A.) e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. La scoperta del laser, avvenuta nel 1960 grazie al lavoro del fisico e ingegnere elettronico americano Theodor Harold Maiman, rappresenta una pietra miliare nella storia scientifica. L'evento si terrà presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, una sede ideale per ospitare un incontro che unisce cultura, scienza e storia. Il Club UNESCO di Livorno e l'Associazione Livornese Astrofili uniscono le loro forze per rendere omaggio a una scoperta che continua a influenzare la nostra vita quotidiana. Questa iniziativa rappresenta un'occasione unica per celebrare il progresso scientifico e riflettere sull'impatto del laser nella società contemporanea. L'ingresso è aperto al pubblico, e tutti sono invitati a partecipare a questo momento di condivisione e scoperta.

"Luce messaggera di informazione" Abstract: 
Per millenni l’umanità ha osservato nell’oscurità con emozione quelle luci tremolanti, nelle quali ha trasferito le proprie paure, speranze, storie, miti ed ideologie, un luogo dal quale gli “dei” vegliavano sul suo sonno. Grazie alle sue capacità di elaborazione e di sperimentazione, l’umanità è poi riuscita a comprendere i meccanismi che erano alla base di quella “luce”, elaborando compiute teorie che spiegavano cosa essa fosse, quali informazioni portava e quali teorie contribuiva a risolvere. Così siamo stati in grado di comprendere che la luce non è più la sola “messaggera del cielo”: abbiamo ampliato gli orizzonti osservativi oltre la piccola finestra della luce visibile dai nostri occhi, scandagliando l’Universo con antenne radio o sensori a raggi infrarossi o X, di osservare oggetti distanti decine di miliardi di anni luce, sviluppatesi anche oltre 13 miliardi di anni fa, compiendo un viaggio nel tempo “naturale” che solo la luce ci permette di fare. Pertanto, indagando le altre frequenze dello spettro elettromagnetico, siamo stati in grado di osservare la radiazione cosmica di fondo, le pulsar, le radiosorgenti stellari. Abbiamo sviluppato un terreno ricco di idee per soluzioni interpretative che, in pochi decenni, sono divenute eventi fondamentali nel sempre più articolato quadro delle conoscenze astrofisiche. Ma di contralto, oggi con l’imperante e frenetica corsa allo sviluppo sociale, la nostra società si è dotata di prodotti che hanno contrastato le tenebre – forse inconsciamente per sconfiggere quell’antica paura del buio che ci aveva accompagnato per millenni – impedendoci oggi di godere del meraviglioso spettacolo delle stelle sulla volta celeste: l’inquinamento luminoso sta non solo togliendo quella visione onirica e appagante del cielo notturno, ma anche causando danni a molti altri esseri viventi e all’ambiente in generale. Tutto questo è la luce, un messaggero che proviene dal passato, che ha contribuito a rendere comprensibile il nostro cielo ed efficiente il nostro presente ma che dovremo limitare per garantire alle future generazioni di godere di quel magnifico spettacolo che è una notte stellata.

Theodore Maiman costruì il primo dispositivo basato sulla teoria dell'emissione stimolata di radiazi
Theodore Maiman costruì il primo dispositivo basato sulla teoria dell'emissione stimolata di radiazi

Oggi, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, si è svolto l’evento “Luce, messaggera di informazioni”, organizzato dal Club per l’UNESCO – Livorno in collaborazione con l’Associazione Livornese Astrofili . Il relatore Enrico Giorgi ha guidato il pubblico in un affascinante viaggio attraverso la natura della luce, esplorando il suo ruolo fondamentale nella trasmissione di informazioni astronomiche. Dalle antiche osservazioni delle stelle fino alle moderne tecnologie che permettono di scandagliare l’universo oltre la luce visibile, Giorgi ha illustrato come la luce sia una vera e propria finestra sul passato cosmico.

A causa di un’allerta meteo, alcune classi dei licei scientifico e classico non hanno potuto partecipare all’evento. Tuttavia, gli studenti del Liceo Dante Alighieri di Firenze erano presenti e hanno ricevuto un attestato di partecipazione dal presidente del Club UNESCO di Firenze, Dr. Vittorio Gasperini, e dalla presidente del Club UNESCO di Livorno, Dr. Rossella Bruni Chielini. L’incontro si è concluso con un’osservazione solare attraverso telescopi messi a disposizione dall’Associazione, offrendo ai partecipanti un’esperienza diretta e coinvolgente. Un evento che ha unito scienza, storia e passione per l’astronomia, lasciando il pubblico con nuove prospettive sulla luce e il suo ruolo nell’esplorazione dell’universo. 

Allerta meteo frena le scuole toscane: partecipazione ridotta a Villa Handerson

Eventi del 17 - 24 - 31 maggio

 Corso di Astronomia Pratica: "Impara ad usare il telescopio"

1° Incontro: Tipologie di Telescopi e Accessori In questa prima lezione, esploreremo i principali tipi di telescopi disponibili, analizzandone caratteristiche, punti di forza e limiti:

  • Rifrattori: semplici da usare, ideali per osservazioni lunari e planetarie. Differenze tra modelli acromatici (più accessibili ma con aberrazione cromatica) e apocromatici (più costosi ma con migliore qualità ottica).

  • Riflettori Newtoniani: telescopi amatoriali eccellenti per il rapporto costo/prestazioni, ma richiedono manutenzione come la collimazione.

  • Catadiottrici: come Schmidt-Cassegrain e Maksutov, combinano specchi, lenti, compattezza e versatilità.

Inoltre, discuteremo le montature:

  • Equatoriale: progettata per tracciare oggetti celesti compensando la rotazione terrestre.

  • Altazimutale: semplice da maneggiare, ideale per i principianti.

  • Dobsoniana: un’innovazione economica per i riflettori Newtoniani, ottima per grandi diametri.

Concluderemo con una panoramica sugli accessori:

  • Oculari: determinano l’ingrandimento, disponibili in varie lunghezze focali.

  • Filtri: utili per migliorare il contrasto o ridurre la luminosità.

  • Cercatori: facilitano l'individuazione degli oggetti celesti.

2° Incontro: Installazione e Regolazione del Telescopio           

In questo incontro pratico impareremo a

  • Montare correttamente il telescopio in base alla montatura scelta.

  • Stazionare la montatura equatoriale per seguire il moto apparente degli astri.

  • Collimare il cercatore al telescopio, fondamentale per puntare con precisione gli oggetti celesti.

3° Incontro: Pratica di istallazione dello strumento (In Aula e All’Esterno)

L’ultima lezione sarà dedicata completamente alla pratica. In aula perfezioneremo l’uso del telescopio, mentre all’esterno I partecipanti metteranno in pratica quanto appreso e guidati dagli istruttori stazioneranno il telecopio correttamente, collimando il cercatore con il telescopio puntando, se possibile, un oggetto celeste. Questo programma fornisce una solida base per chiunque desideri acquistare un telescopio per iniziare a esplorare il cielo stellato.

Nei sabati 17 - 24 - 31 maggio alle ore 16:30 nelle sale del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo via Roma - 234, si svolgerà il corso "Impara ad usare il telescopio"

"Per partecipare ai corsi organizzati dall'Associazione Livornese Astrofili (A.L.A.), è necessario essere in regola con la quota associativa. Chi non avesse ancora provveduto, può regolarizzare la propria posizione direttamente all'inizio del corso. La quota associativa ha un costo di 25,00 € ed è valida per l'intero anno solare."

Eventi del 22 - 29 febbraio e 1 - 8 marzo

Abstract: Astronomia nell'antico Egitto L'antico Egitto, una delle civiltà più affascinanti e avanzate della storia, ha sviluppato una profonda conoscenza dell'astronomia che ha influenzato vari aspetti della loro vita quotidiana, religiosa e culturale. Questo studio esplora come gli antichi Egizi osservavano il cielo e interpretavano i fenomeni astronomici, analizzando il loro calendario solare, le costellazioni e i miti associati agli astri. Particolare attenzione viene data ai monumenti iconici come le piramidi di Giza e il tempio di Abu Simbel, allineati con precisione astronomica per celebrare eventi solari specifici. Inoltre, viene esaminato il ruolo degli astronomi-sacerdoti nell'osservazione delle stelle e come queste conoscenze erano integrate nei riti religiosi e nelle pratiche agricole. Attraverso l'analisi di testi antichi, arte e architettura, questo studio dimostra l'importanza cruciale dell'astronomia nell'antico Egitto e il suo impatto duraturo sulla comprensione moderna dei cieli.

Abstract: "Astronomia ellenistica" rappresenta il periodo dell'antica Grecia successivo alla conquista di Alessandro Magno (IV-I secolo a.C.). Questa epoca vide notevoli progressi in vari campi del sapere, tra cui l'astronomia, grazie all'influenza e all'integrazione delle conoscenze astronomiche babilonesi ed egiziane. Ecco alcuni punti salienti dell'astronomia ellenistica: Sistemi planetari: Gli astronomi ellenistici cercarono di spiegare il movimento dei pianeti usando modelli geometrici. Ipparco di Nicea (190-120 a.C.) è noto per aver sviluppato il sistema degli epicicli e degli eccentrici per spiegare il moto apparente dei pianeti. Catalogazione delle stelle: Ipparco fu anche il primo a compilare un catalogo stellare con circa 850 stelle, usando la tecnica della parallasse per misurare le distanze stellari. Teoria eliocentrica: Sebbene non sia stata accettata ampiamente al suo tempo, Aristarco di Samo (310-230 a.C.) propose per primo un modello eliocentrico del sistema solare, con il Sole al centro e i pianeti che vi orbitavano attorno. Calcolo della circonferenza terrestre: Eratostene di Cirene (276-194 a.C.) fu uno dei primi a calcolare la circonferenza della Terra con notevole precisione usando il metodo delle ombre.

Abstract: "Da Copernico a Newton: La Rinascita dell'Astronomia 
Il Rinascimento ha rappresentato un periodo di rivoluzione per il campo dell'astronomia, un'era che ha visto il crollo di antiche credenze e l'emergere di nuove teorie che hanno trasformato la nostra comprensione dell'universo. Iniziando con Niccolò Copernico, la sua teoria eliocentrica sfidava il modello geocentrico di Tolomeo, posizionando il Sole al centro del nostro sistema solare e la Terra in movimento intorno ad esso. Questo concetto rivoluzionario ha gettato le basi per future scoperte. A seguire, il lavoro di Johannes Kepler ha perfezionato l'idea copernicana, introducendo le leggi dei moti planetari che descrivevano le orbite ellittiche dei pianeti. Galileo Galilei, con il suo telescopio, ha fornito prove osservative che supportavano il modello eliocentrico, osservando i satelliti di Giove e le fasi di Venere. La culminazione di questa rivoluzione astronomica è rappresentata da Isaac Newton, il cui lavoro ha unificato i principi di meccanica e gravità. Le sue leggi del moto e la legge della gravità universale hanno spiegato non solo il movimento dei corpi celesti ma anche quello degli oggetti sulla Terra, creando una visione coesa e comprensibile dell'universo. Questo periodo di trasformazione ha gettato le basi della moderna astronomia, segnando il passaggio dalla superstizione alla scienza basata su osservazione e ragionamento matematico.

Sala Auditorium Giorgi Kutufà Museo di storia Naturale del Mediterraneo via Roma n.234
Sala Auditorium Giorgi Kutufà Museo di storia Naturale del Mediterraneo via Roma n.234

Kosmos 2025 "Astronomia dell'antico Egitto" Carlo Lera

Il pubblico livornese non delude mai. Quando la cultura è alta, i livornesi partecipano in massa. La conferenza di apertura di Kosmos 2025 su "Astronomia nell'antico Egitto", tenuta dal Presidente di A.L.A Carlo Lera, ha esaurito i posti disponibili (103) nell'Auditorium Giorgio Kutufà. Diversi cittadini hanno assistito alla conferenza in piedi, mentre altri per mancanza di spazio hanno deciso di lasciare a malincuore l'Auditoriun Giorgio Kutufà.

Kosmos 2025 "Astronomia ellenistica" Enrico Giorgi

A.L.A.: Successo di pubblico all'Auditorium Giorgio Kutufà per Kosmos 2025

Livorno - Ancora una volta, l'Auditorium Giorgio Kutufà ha registrato il tutto esaurito in occasione del secondo incontro di Kosmos 2025. L'argomento trattato è stato "Astronomia ellenistica", con il relatore Enrico Giorgi. Il pubblico ha risposto positivamente, come sempre accade quando l'Associazione Livornese Astrofili organizza eventi come "Kosmos". La partecipazione è stata massiccia, dimostrando l'interesse e l'entusiasmo per l'astronomia nella comunità.

Kosmos 2025 "Da Copernico a Newton: la rinascita dell'Astronomia" Enrico Giorgi.

A.L.A.: Conclusione di Kosmos 2025 con botto di pubblico all'Auditorium Giorgio Kutufà.

Con sabato primo marzo si conclude il ciclo di conferenze di “Kosmos 2025”. Ci sarà un’appendice con la visita, sabato 8 marzo, al Planetario con due turni. L’associazione Livornese Astrofili (A.L.A.) ringrazia tutti i cittadini livornesi per l’entusiasmo e l’interesse dimostrato con la loro grande partecipazione alle tre conferenze rendendo sempre al completo la sala Auditorium Giorgio Kutufà concessa gentilmente dalla provincia di Livorno. Senza ombra di dubbio A.L.A. si può ritenere soddisfatta dell’enorme successo di pubblico che “Kosmos 2025” ha suscitato. L’Associazione ringrazia la Provincia di Livorno e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e la Sua dir.ce Dot.ssa Anna Roselli che hanno permesso lo svolgimento di “Kosmos 2025